Netta accelerazione della redditività nel secondo trimestre, con l’Ebitda e l’Ebitda After Lease in crescita rispettivamente del 4,2% e del 4,5% anno su anno, e dal ritorno alla crescita del perimetro domestico.
Prosegue dunque il percorso positivo di TIM guidato dall’AD Pietro Labriola e da una nuova strategia di razionalizzazione focalizzata sulle attività a servizio della trasformazione digitale italiana.
Pronto il piano “Digitalizzazione” obiettivi fissati al 2030, 2040 e 2050:
la sempre maggior crescita del digitale, sostenuta dalla diffusione del cloud, dell’intelligenza artificiale e dei servizi di connettività, richiederà una quantità sempre maggiore di capacità di calcolo e di energia.
TIM punta ad accompagnare questa espansione con un Piano di Transizione Climatica da 550 milioni di euro, già compresi nella roadmap industriale del gruppo, per contenere l'impatto ambientale delle proprie attività.
Una TIM dunque decisamente in buona salute a due anni dallo scorporo della rete, la performance del primo semestre 2026 è stata sostenuta dalla netta accelerazione della redditività nel secondo trimestre, con l’Ebitda e l’Ebitda After Lease in crescita rispettivamente del 4,2% e del 4,5% anno su anno, e dal ritorno alla crescita del perimetro domestico. Il risultato netto attribuibile ai soci della controllante del secondo trimestre è stato positivo per 88 milioni di euro, rispetto alla perdita di 8 milioni di euro registrata nel secondo trimestre del 2025 e alla perdita di 292 milioni di euro del primo trimestre 2026, che scontava oneri non ricorrenti legati a costi e accantonamenti sul personale per 210 milioni di euro.
Tim, semestrale positiva. Labriola: “Crescita nelle attività domestiche”
“I risultati del primo semestre – è il commento dell’amministratore delegato del Gruppo – confermano la solidità del percorso intrapreso, che in questi cinque anni ha profondamente trasformato TIM. Nel secondo trimestre abbiamo registrato una chiara accelerazione della redditività e il ritorno alla crescita delle attività domestiche, superando progressivamente gli effetti temporanei che avevano caratterizzato l’inizio dell’esercizio. TIM continua a rafforzare il proprio ruolo di riferimento per la trasformazione digitale del Paese e Tim Brasil prosegue il proprio percorso di crescita”.
L’ingresso di Poste Italiane: si prospetta la nascita del più grande Gruppo Industriale 100% Made in Italy.
Lo scorso Marzo il Consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) volontaria totalitaria su Telecom Italia, con l’obiettivo di acquisirne l’intero capitale sociale e procedere alla revoca dalla quotazione su Euronext Milan. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è stato indicato in circa 10,8 miliardi di euro. TIM ha valutato e accettato l’offerta che il 15 luglio CONSOB ha approvato.
L’operazione è mirata a dar vita a “un unico Gruppo”, grazie all’integrazione di due tra le principali realtà industriali italiane. Nella visione di Poste, il nuovo soggetto si imporrebbe fin dall’inizio come la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, con posizioni di leadership nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali per cittadini, PA ed imprese.
Il primo obiettivo? “Accompagnare la crescita del digitale”
"Cloud e intelligenza artificiale stanno facendo crescere la domanda di connettività e capacità di calcolo a una velocità mai vista – afferma Labriola – Non possiamo ignorarlo. Con il nostro Piano di Transizione Climatica abbiamo tracciato la strada per ridurre le nostre emissioni, accompagnando la crescita del digitale. Renderemo più efficienti processi e infrastrutture per consumare meno e adotteremo tecnologie a minore impatto ambientale. Più il sistema saprà creare le condizioni economiche per sostenere questa sfida, più ambiziosi saranno i risultati che potremo raggiungere”.